GAL-MONGIOIE
      
 
piante ornamentali
 
TASSO
Taxus baccata
L.

"Taxus": è il nome già usato dai Romani per la pianta: deriva dal greco "taxis" = fila, per la regolare disposizione delle foglie

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE

Famiglia: Taxacee
Altezza: arbusto o piccolo albero, fino a 12 m
Chioma: diffusa
Tronco: normalmente breve e fortemente conico, raramente indiviso, con numerose costolature
Corteccia: colore rosso bruno liscia che si squama con l'età in placche sottili leggermente rilevate
Foglia: semplice, aghiforme, verde cupo nella pagina superiore, verde giallastro in quella inferiore, appiattita, lineare lunga 1 - 4 cm, larga 2 - 3 mm
tasso
Fiori: unisessuali. Pianta dioica. Coni maschili gialli e arrotondati con squame sovrapposte. Coni femminili rosso brillante, a forma di bacca, lunghi 1 cm. Impollinazione anemofila. Fioritura: gennaio - aprile
Frutto: il seme, ovale e nerastro, è contenuto in un piccolo calice rosso e polposo detto "arillo"

ECOLOGIA

Ambiente: su terreni freschi ed umidi, anche calcarei, fino a 1000 m di altitudine. Non richiede condizioni di luminosità elevate e può svilupparsi anche all'ombra, nel sottobosco
Distribuzione: originario dell'Europa, dell'Asia e del Nordafrica, è diffuso in tutte le regioni dell'Europa centromeridionale

 

A CHE COSA SERVE?

Legno: è durissimo, pesante, omogeneo e di grana molto fine; ricercato per queste caratteristiche e per il suo bel colore, per lavori di tornio ed ebanisteria
Pianta ornamentale: è diffusamente coltivato come pianta ornamentale, per siepi, in quanto sopporta bene la potatura e può attecchire anche all'ombra di alberi più alti. Resiste, all'inquinamento atmosferico delle città e non ospita gravi parassiti. Molto longevo può raggiungere anche 2000 anni
Tossicità: tutta la pianta, escluso l'arillo rosso, è velenosa per la presenza dell'alcaloide tassina che agisce sul cuore: da ciò deriva anche il nome volgare "albero della morte" . L'arillo, dolciastro, è commestibile se si evita di masticare i semi che sono velenosi
Curiosità: la corteccia, le foglie e i semi del tasso sono velenosi per l'uomo ma cavalli e bovini possono mangiarne senza risentirne. La tossicità del tasso era nota anche a Plinio e altri autori antichi

 
 
logo unione europea
logo regione piemonte
logo gal mongioie